giovedì 24 aprile 2008

VICINO E LONTANO DALLA POLITICA

Nel 1945 si riunì a San Francisco (U.S.A.) una conferenza di delegati di molti stati per costituire l’Organizzazione delle Nazioni Unite. L’Italia non fu invitata.
Io frequentavo allora (era l’anno scolastico 1944-1945) l’Istituto magistrale che era, a quel tempo, l’unica scuola media superiore femminile presente in città, era parificata e retta dalle suore di Don Bosco.
La guerra era forse appena finita per noi, continuava, forse, in Germania; finì l’8 maggio.
A Pescia, in un edificio che era stato la mia scuola elementare prima e poi parte di un ospedale militare territoriale, era stato sistemato un centro sanitario dove venivano curati i partigiani feriti o malati, che, poi, per la convalescenza, erano ospitati in una villa nell’immediata periferia.
In occasione dell’inizio dei lavori a san Francisco, alcuni giovani partigiani vennero alla mia scuola per chiedere che ci si facesse uscire per manifestare, con gli studenti della scuola Agraria (tutti maschi), la contrarietà dell’Italia per non essere presente alla conferenza.
Naturalmente le suore non acconsentirono, Suor Cordiez, professoressa di filosofia, probabilmente il giorno dopo, ci dette notizia della cosa, commentando con benevola ironia che “quei giovani” che avevano detto: “sono vent’anni che aspettiamo di manifestare” di anni non ne avevano molto più di venti.
Durante le lezioni comunque qualcosa trafelò nelle classi e dalle finestre vedemmo il corteo dei ragazzi dell’Agraria.
Uscendo poi, a fine mattinata, notammo alcuni giovani che si erano fermati in prossimità del portone della scuola. Né ricordo in particolare uno perché si appoggiava ad un bastone.
Noi non avevamo preso parte a quella manifestazione, e se politica è partecipazione, noi perdemmo la nostra prima occasione di “fare politica”.


Etheridge Rosa

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